Certificazioni dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura

LE CERTIFICAZIONI DI QUALITÀ DEI PRODOTTI DELLA PESCA e DELL’ACQUACOLTURA

Negli ultimi anni il settore dell’agroalimentare compreso quello della pesca e dell’acquacoltura hanno puntato sui marchi di qualità al fine di valorizzare i loro prodotti.

Inoltre, sempre più cittadini e consumatori chiedono qualità e prodotti tradizionali e si preoccupano del mantenimento della varietà delle produzioni e della loro origine geografica.

L’Unione Europea ha emanato una specifica normativa riguardo i marchi di qualità alimentare legati al territorio e alla tradizione (Reg. UE n. 1151 de 21/11/2012):

la CERTICAZIONE DOP (Denominazione di Origine Protetta) La denominazione di origine protetta (DOP) è un nome che identifica un prodotto: originario di una tale regione, di un tale luogo, o di un tale paese; la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico e ai suoi intrinseci fattori naturali e umani; le cui tutte le fasi di produzione, trasformazione e elaborazione  si svolgono tutte nella zona geografica delimitata.Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è page.37.it_-1024x570.jpg
la CERTICAZIONE IGP (Indicazione Geografica Protetta) L’identificazione geografica Protetta (IGP) è un nome che identifica un prodotto: originario di un determinato luogo, regione, paese;alla cui origine geografica sono essenzialmente attribuiti una data qualità, la reputazione o altre caratteristiche;la cui produzione si svolge per almeno una delle sue fasi (produzione e/o trasformazione e/o elaborazione) nella zona geografica delimitata. Le certificazioni DOP e IGP ha l’obiettivo di aiutare i produttori di prodotti legati a una zona geografica, garantendo una giusta remunerazione per le qualità dei loro prodotti, garantendo una protezione uniforme dei nomi in quanto diritto di proprietà intellettuale sul territorio dell’Unione Europea e inoltre fornendo ai consumatori informazioni chiare sulle proprietà che conferiscono un valore aggiunto ai prodotti.Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è igp.png
la CERTIFICAZIONE STG (Specialità Tradizionali Garantite) La Specialità Tradizionale Garantita (STG) è un nome che identifica un prodotto o alimento: ottenuto con un metodo di produzione, trasformazione o composizione che corrispondono ad una pratica tradizionale;ottenuto da materie prime o ingredienti utilizzati tradizionalmente. Per tradizionale si intende l’uso comprovato sul mercato nazionale per un periodo di tempo che permette di tramandare le conoscenze da una generazione all’altra; tale periodo deve essere di almeno trenta anni. Questa certificazione ha l’obiettivo di salvaguardare metodi di produzione e ricette tradizionali aiutando i produttori di prodotti tradizionali a commercializzare i propri prodotti e a comunicare ai consumatori le proprietà che conferiscono alle loro ricette e ai loro prodotti tradizionali un valore aggiunto.Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è specialita-tradizionale-garantita-stg-logo-vector.png

Può richiedere la procedura di riconoscimento un’associazione di produttori o trasformatori che trattano il medesimo prodotto agricolo o alimentare, a prescindere dalla sua forma giuridica.

Per ottenere la Certificazione DOP o IGP va presentata domanda di riconoscimento comprensiva di disciplinare al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF). Il Disciplinare è un documento fondamentale e obbligatorio e deve contenere:

a) il nome del prodotto agricolo o alimentare che comprende la denominazione d’origine o l’indicazione geografica;

b) la descrizione del prodotto agricolo o alimentare mediante indicazione delle materie prime, se del caso, nonché delle principali caratteristiche fisiche, chimiche, microbiologiche o organolettiche;

c)   la delimitazione della zona geografica;

d)  gli elementi che comprovano che il prodotto agricolo o alimentare è originario della zona geografica delimitata;

e) la descrizione del metodo di ottenimento del prodotto agricolo o alimentare;

f)   gli elementi che giustificano il legame tra la qualità o le caratteristiche del prodotto agricolo o alimentare e l’ambiente geografico, o il legame tra una determina qualità, la reputazione o altra caratteristica del prodotto e l’origine geografica;

g) il nome e l’indirizzo dell’autorità e degli organismi che verificano il rispetto delle disposizioni del disciplinare;

h) qualsiasi regola specifica per l’etichettatura del prodotto agricolo o alimentare;

i) gli eventuali requisiti da rispettar in virtù di disposizioni comunitarie e nazionali.

L’Unione Europea ha creato e tiene aggiornato un registro accessibile al pubblico delle denominazione di origine protetta e delle indicazioni geografiche protette riconosciute ai sensi del Reg. UE 1151/2012.

Attualmente in Italia sono solo 6 i disciplinari di produzione che riguardano la categoria merceologica Pesci, molluschi, crostacei freschi:

  1. Disciplinare di produzione DOP “Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino” (2008);
  2. Disciplinare di produzione DOP “Cozza di Scardovari” (2013);
  3. Disciplinare di produzione DOP “Colatura di Alici di Cetara” (2020);
  4. Disciplinare di produzione IGP “Acciughe sotto sale del Mar Ligure” (2008);
  5. Disciplinare di produzione IGP “Salmerino del Trentino” (2015);
  6. Disciplinare di produzione IGP “Trote del Trentino” (2015).

La CERTIFICAZIONE BIO da Produzione Biologica è regolamentata dal Regolamento (UE) 2018/848 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio, entrato in vigore a decorrere dal 10 gennaio 2021, nello specifico per l’acquacoltura si rimanda all’art. 15 e all’Allegato II Parte III – Norme dettagliate di produzione per le alghe e animali di acquacoltura.

Essa indica un metodo di produzione che promuove la salute degli ecosistemi e una sostenibilità sociale ed ecologica. Nello specifico per il settore ittico si cerca di mantenere la biodiversità degli ecosistemi acquatici naturali, la salute dell’ambiente acquatico nel tempo e la qualità degli ecosistemi acquatici e terrestri circostanti, oltre all’obbligo di utilizzare animali nati sin dalla nascita in un allevamento biologico. In generale, poi, è vietato l’uso di OGM e l’impiego di antibiotici.

PRODOTTI DI QUALITÀ DELLA REGIONE PUGLIA

La Regione Puglia con Deliberazione di Giunta Regionale n. 2210 del 09/12/2015 “Approvazione della procedura tecnica del regime di qualità regionale “Prodotti di Qualità” ha riconosciuto il regime di qualità regionale ai sensi del Reg. (UE) n. 1305/2013”.

Il Regime di Qualità Regionale “Prodotti di Qualità” comprende tutte le produzioni tradizionali regionali di qualità che non sono incluse tra quelle già riconosciute a livello europeo come DOP e IGP, con 183 prodotti di qualità suddivisi in 9 filiere agroalimentari: lattiero casearia, cerealicola/prodotti da forno, zootecnia da carne, prodotti a base di carne, prodotti di origine animale, ortofrutticola, ortofrutticoli trasformati, ittica, florovivaistica.

La partecipazione al regime qualità contribuisce a qualificare le produzioni di qualità e ad ampliare gli sbocchi di mercato.

Con DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SEZIONE ALIMENTAZIONE 2 maggio 2016, n. 71 sono stati approvati i disciplinari di produzione delle filiere: lattiero casearia, cerealicola/prodotti da forno, zootecnia da carne, prodotti a base di carne, prodotti di origine animale, ortofrutticola, ortofrutticoli trasformati, ittica, florovivaistica (Allegato 1).

Di seguito i disciplinari di produzione redatti per i prodotti ittici:

  1.  Prodotti della pesca freschi
  2. Prodotti della pesca freschi lagunari
  3. Prodotti ittici di allevamento in mare (maricoltura)
  4. Prodotto molluschi

Con DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SEZIONE COMPETITIVITA’ DELLE FILIERE AGROALIMENTARI 3 agosto 2020, n. 186 è stata approvata la procedura di adesione al Regime di Qualità Regionale “Prodotti di Qualità” – Qualità garantita dalla Regione Puglia e di concessione d’uso del Marchio “Prodotti di Qualità”.

Per maggiori informazioni potete consultare la pagina web: https://rqr.iamb.it/prodotti-rqr.php

 SISTEMA DI QUALITÀ NAZIONALE “ACQUACOLTURA SOSTENIBILE”

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e forestali con Decreto n 0007630 del 04/02/2020 ha approvato Il disciplinare di produzione “Acquacoltura sostenibile” con lo scopo di definire i requisiti che le imprese di acquacoltura che allevano pesci e molluschi bivalvi devono rispettare per aderire al Regime di Qualità Nazionale Zootecnia (di seguito RQN) istituito dal MIPAAF con il D.M. n. 4337 del 04 marzo 2011.

L’obiettivo del disciplinare di produzione è quello di qualificare l’acquacoltura, migliorando i prodotti dal punto di vista della qualità e il processo produttivo dal punto di vista della sostenibilità e il benessere degli organismi allevati. L’adozione del disciplinare di produzione intende “aggiungere valore” ai prodotti delle imprese coinvolte nella filiera ampliando gli sbocchi di mercato.

Il disciplinare si applica a pesci e molluschi bivalvi allevati e ai relativi derivati e trasformati:

Pesci: freschi refrigerati.

Molluschi: freschi/vivi, confezionati in ATM, sottovuoto, prodotti pastorizzati, in retina o similari.

Pesci Trasformati: ATM, sottovuoto, prodotti pastorizzati, affumicati.

Le specie ittiche a cui si applica il disciplinare sono:

Specie ittiche

1. Trota iridea (Onchorhynichus mykis)

2. Salmerino (Salvelinus fontinalis)

3. Salmerino (Salvelinus alpinus)

4. Storione bianco (Acipenser transmontanus)

5. Storione siberiano (Acipenser baerii)

6. Storione russo (Acipenser gueldenstaedtii)

7. Storione ladano (Huso huso)

8. Sterletto (Acipenser ruthenus)

9. Storione stellato (Acipenser stellatus)

10. Storione cobice (Acipenser naccarii)

11. Spigola (Dicentrarchus labrax)

12. Orata (Sparus aurata)

13. Ombrina (Argirosomus regio)

14. Sarago pizzuto (Puntazzo puntazzo)

Molluschi Bivalvi

15. Cozza o Mitilo (Mytilus galloprovincialis);

16. Ostrica concava (Crassostrea gigas);

17. Ostrica piatta (Ostrea edulis);

18. Vongola verace (Ruditapes philippinarum);

19. Vongola verace (Ruditapes decussatus).

Con Decreto n. N.0022991 del 06/05/2020 sono state definite le Modalità attuative del Sistema di Qualità Nazionale Zootecnica di cui al disciplinare di produzione “Acquacoltura Sostenibile” riconosciuto con Decreto Dipartimentale n. 7630 del 4 febbraio 2020.

Con Decreto N.9236519 del 13/10/2020 è stato adottato il piano di controllo tipo per le produzioni “Acquacoltura Sostenibile”

Allegato 1 – PIANO DI CONTROLLO TIPO DEL DISCIPLINARE DI PRODUZIONE “ACQUACOLTURA SOSTENIBILE”

Allegato 2 – SCHEMA DI CONTROLLO

ALTRI SISTEMI QUALITÀ DI INTERESSE NEL SETTORE ITTICO (info tratte da Qualità e Certificazione dei prodotti ittici – Edizioni di Associazione Agraria.org

MARINE STEWARDSHIP COUNCIL (MSC)  

Organizzazione globale no profit che nasce per promuovere i prodotti ittici marini provenienti da pesca sostenibile. È stata fondata nel 1997 da Unilever e dal WWF in risposta alla riduzione sensibile del patrimonio ittico mondiale. Divenuta indipendente nel 1999, continua a operare con l’obiettivo di migliorare la gestione responsabile delle risorse ittiche, garantendo la sostenibilità delle riserve mondiali di pesce e preservando l’intero ecosistema marino. La sua mission è quella di “tutelare il patrimonio ittico mondiale promuovendo la migliore scelta ambientale possibile”, adoperandosi per prevenire l’esaurimento della più importante fonte alimentare rinnovabile del mondo. Il tutto mediante un programma di etichettatura e certificazione.

Questo standard MSC per la PESCA sostenibile supporta esclusivamente i prodotti ittici pescati e non quelli allevati e può essere utilizzato per certificare la pesca di specie marine e di acqua dolce.

Lo standard si basa su 3 principi e 28 diversi indicatori. Per ricevere la certificazione di sostenibilità, un’operazione di pesca deve adempiere a tutti e tre i principi:

1) La pesca deve lasciare in mare abbastanza pesci per far sì che lo stock possa riprodursi e l’attività di pesca possa così proseguire nel tempo.

2) La pesca deve essere effettuata in modo da minimizzare il suo impatto, consentendo a piante e animali sottomarini di prosperare.

3) La pesca deve essere gestita dalle aziende in modo responsabile e nel rispetto delle leggi vigenti.

Per maggiori informazioni consulta il sito: https://www.msc.org/it

FRIEND OF THE SEA (FOS)

Nato nel 2006 su iniziativa del Direttore Europeo dell’Earth Island Institute, Friend of the Sea è oggi uno dei principali schemi internazionali per la certificazione di prodotti ittici, l’unico al mondo che, con un unico marchio di approvazione, può certificare prodotti provenienti sia da pesca sia da acquacoltura.

La base della certificazione è la Politica Comune della Pesca dell’Unione Europea, fondata sui principi di: rispetto ambientale, conservazione e sfruttamento sostenibile delle risorse marine,

metodi di pesca selettivi e risparmio energetico.

La certificazione Friend of the Sea si pone l’obiettivo di contribuire alla salute degli oceani attraverso la promozione di pratiche di pesca sostenibili, verificando che le società aderenti al programma pratichino tecniche di pesca selettiva e riducano l’impatto del loro operato sull’ecosistema, garantendo prodotti sostenibili e rintracciabili ai consumatori finali.

Gli schemi FoS Wild (attività di pesca selvaggia), FoS Aquaculture (allevamento) e FoS TR (tracciabilità dei prodotti ittici) realizzati seguendo specifiche norme tecniche, prevedono differenti criteri di valutazione.

I criteri di Friend of the Sea per la pesca sostenibile:

  • Protezione di stock sovra-sfruttati o inseriti nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate, in conformità alle linee guida della FAO, enti regionali per la pesca e autorità nazionali marine;
  • Nessun impatto sui fondali marini;
  • Metodi di pesca selettiva (max 8% di scarti);
  • Rispetto delle norme (TAC, no INN, nessun FOC, dimensioni delle maglie, dimensioni minime, MPA, ecc);
  • Efficientamento energetico e della gestione dei rifiuti;
  • Responsabilità sociale.

I criteri di Friend of the Sea per l’acquacoltura sostenibile:

  • Nessun impatto su habitat critici (mangrovie, zone umide, ecc.);
  • Rispetto dei parametri delle acque reflue;
  • Riduzione delle catture accessorie e delle fughe;
  •  Nessun utilizzo di agenti antivegetativi e ormoni della crescita;
  • Efficientamento energetico e della gestione dei rifiuti;
  • Responsabilità sociale dell’azienda.

I criteri di Friend of the Sea per il mantenimento della traccibilità durante la produzione di prodotti ittici:

  • Capacità di raccogliere tutte le informazioni inerenti la fase di pesca e/o di allevamento;
  • Sistema di tracciabilità strutturato per garantire il mantenimento della catena di custodia;
  • Responsabilità sociale dell’azienda.

Per maggiori informazioni consulta il sito: https://friendofthesea.org/it