ROSMARINO DEL GARGANO

Rosmarino-2655Il temine Rosmarinus deriva da “ros”, rugiada e “marinus”, marino, data la prossimità delle piante al mare. Il rosmarino nasce spontaneo tra dirupi sassosi e assolati della macchia mediterranea e, nello specifico, lo si trova spontaneamente sui litoranei marini del Gargano, fino a circa 600 metri d’altezza, in terreni asciutti e zone fortemente soleggiate e ventilate.

Il rosmarino del Gargano (Rosmarinus Officinalis) è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. La pianta può raggiungere l’altezza di due metri, con radici profonde, fibrose e resistenti, fusti legnosi di colore marrone chiaro, molto ramificati. Le foglie sono lunghe 2 o 3 cm e larghe da 1 a 3 mm, lineari, lanceolate e numerosissime sui rametti. La parte superiore delle foglie è di colore verde cupo, quella inferiore è biancastra, per la presenza di peluria bianca. La pianta fiorisce da marzo a ottobre e, a intermittenza, tutto l’anno, regalando splendidi fiori bianchi o viola. Da sempre il rosmarino ha avuto un utilizzo sia come pianta ornamentale che come siepe, vista la sua bellezza e la sua capacità di rimanere fiorito per molti mesi all’anno.

Molto impiegato nella cucina locale, il rosmarino aromatizza arrosti, patate, focacce e cacciagione. Questo aroma viene largamente impiegato in medicina e cosmetica. I nostri nonni conoscevano bene le sue proprietà antisettiche, diuretiche, stimolanti, rilassanti, aromatizzanti, digestive e balsamiche. Anticamente nel Gargano era impiegato per uso esterno, si facevano impacchi per cicatrizzare le ferite e veniva utilizzato per curare i traumi. Da sempre se ne ricava olio essenziale e olio per massaggi in caso di artriti, distorsioni, reumatismi e contrazioni muscolari. Come decotto lo si utilizza contro la stanchezza e la perdita della vitalità fisica. Oggi, dato il largo impiego in farmacologia ed erboristeria, potrebbe essere un’ottima opportunità per molte aziende agricole l’impianto di rosmarino, al fine di sottrarre la terra a fenomeni di abbandono. Interessante è la produzione di miele da monoflora.